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Over 44,000 People in Switzerland Have Used the
Swiss Property Owners Association to Achieve Better
Results in Buying or Selling Their Home

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Uno shock geopolitico colpisce l’economia globale

Gli effetti della guerra contro l’Iran sono considerevoli: il blocco di rotte commerciali fondamentali, come lo Stretto di Hormuz, fa salire i prezzi del petrolio e del gas e aumenta il rischio di inflazione in tutto il mondo. Allo stesso tempo, la dinamica economica in Europa e in altri Paesi industrializzati sta risentendo notevolmente dell’aumento dei costi.

Questa combinazione di inflazione e debolezza della crescita – spesso definita „stagflazione“ – ha un impatto diretto sui tassi di interesse, sugli investimenti e, di conseguenza, sui mercati immobiliari.

Gli immobili svizzeri come rifugio sicuro

In questo contesto, gli immobili svizzeri stanno diventando sempre più interessanti. Secondo un’analisi pubblicata di recente da UBS, gli investitori internazionali vedono in questo settore una copertura stabile contro i rischi geopolitici.

Uno dei fattori chiave è la forza del franco svizzero, che si apprezza anche in tempi di crisi e protegge gli investimenti. Le proprietà di lusso e di vacanza in destinazioni top come St Moritz e Gstaad, dove gli acquirenti internazionali continuano a giocare un ruolo fondamentale, rimangono particolarmente popolari.

Mutui: stabili nonostante la pressione globale

Nonostante la pressione inflazionistica globale dovuta alla guerra in Iran, i tassi d’interesse sui mutui del mercato monetario in Svizzera rimarranno probabilmente stabili. Tuttavia, i mutui a tasso fisso a lungo termine sono in leggera crescita, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione si ripercuote anche sui mercati dei capitali del Paese.

Per i proprietari di case, questo significa pochi cambiamenti nel breve termine, ma costi di finanziamento più elevati nel lungo termine.

Gli investimenti immobiliari beneficiano

Anche gli investimenti immobiliari quotati si stanno dimostrando solidi. Mentre molti mercati azionari risentono delle conseguenze della guerra in Iran, i valori immobiliari mostrano un andamento relativamente stabile.

Tuttavia, questa stabilità ha un prezzo: le valutazioni sono elevate e gli esperti avvertono che un aumento dei tassi di interesse o un’escalation del conflitto potrebbero portare a correzioni.

Conclusione: vincitori dalla crisi, ma con dei rischi

La guerra in Iran sta facendo sì che i flussi di capitale in tutto il mondo si spostino da regioni insicure a mercati stabili come quello svizzero. A beneficiarne è in particolare il settore immobiliare.

Tuttavia, la situazione rimane fragile: se il conflitto dovesse aggravarsi ulteriormente, l’aumento dei tassi d’interesse e il rallentamento economico potrebbero mettere sotto pressione anche il mercato immobiliare svizzero, finora solido

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L’Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari (Grundeigentümerverband Schweiz) è stata premiata nell’edizione di marzo della rivista economica svizzera BILANZ come uno dei « Top Esperti Immobiliari in Svizzera 2026 » nelle seguenti quattro categorie:

  • Valutazione immobiliare
  • Compravendita (intermediazione immobiliare)
  • Finanziamento immobiliare
  • Esperti immobiliari per il segmento di lusso

Consideriamo questi riconoscimenti una conferma che il nostro principio guida, « Investire in modo intelligente nel settore immobiliare », rappresenta la direzione corretta. Solo un approccio consulenziale globale può rispondere alle esigenze di un contesto di mercato sempre più complesso.

Con oltre 60 collaboratrici e collaboratori, l’Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari continuerà a impegnarsi per offrire ai suoi oltre 70’000 membri consulenza qualificata e supporto concreto.

Qui trovate l’articolo ufficiale pubblicato su BILANZ.

Invecchiare in Svizzera

Il cambiamento demografico è in pieno svolgimento in molte parti del mondo, e in Europa in particolare. La Svizzera non fa eccezione. Mentre il tasso di natalità ha raggiunto il livello record di 1,29 figli per donna nel 2024, l’aspettativa di vita è in costante aumento e, secondo l’Ufficio federale di statistica, sarà di poco inferiore agli 86 anni per le donne (nel 2024). Di conseguenza, il numero di persone che lavorano è in costante diminuzione, mentre il numero di pensionati e anziani è in aumento. Di conseguenza, diminuisce anche il numero di famiglie, in particolare quelle con più di un figlio.

Effetti sul settore immobiliare

Secondo Swissinfo.ch, i cantoni Ticino, Berna, Neuchâtel, Giura, Appenzello Esterno, Nidvaldo, Obvaldo, Grigioni, Glarona e Sciaffusa stanno già mostrando segni di stagnazione della domanda di immobili in vendita, come dimostra, ad esempio, l’allungamento degli annunci. I grandi appartamenti familiari e le case unifamiliari sono particolarmente colpiti, in quanto gli anziani non chiedono più queste dimensioni, o lo fanno in misura minore.
Anche il numero di transazioni è in calo, in quanto gli ultrasessantacinquenni modificano meno la loro attuale situazione abitativa.

Conclusione: presto ci saranno più alloggi a prezzi accessibili per le famiglie?

Molti dei cantoni citati presentano un’elevata percentuale di aree rurali e, in alcuni casi, aree strutturalmente deboli. Questi cantoni sono i primi a sentire gli effetti del cambiamento demografico. Tuttavia, prima o poi, gli effetti si faranno sentire in tutta la Svizzera. In termini di domanda, la tendenza dovrebbe riflettersi in quanto segue: Gli appartamenti con 4,5 stanze o meno saranno probabilmente più richiesti, mentre gli appartamenti più grandi e le case unifamiliari saranno più abbondanti, con conseguente abbassamento dei prezzi

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A

Opportunità dell’intelligenza artificiale: maggiore efficienza e velocità

L’IA consente di automatizzare e quindi velocizzare molti processi. Ad esempio, le società di gestione immobiliare utilizzano chatbot per rispondere alle domande degli inquilini, gli agenti automatizzano la creazione di brochure e annunci pubblicitari, mentre disegnatori e architetti utilizzano l’IA per ottimizzare le loro planimetrie. L’aumento della velocità è proporzionalmente elevato per i processi standardizzati, il che significa che è possibile elaborare una quantità molto maggiore di dati nel tempo a disposizione.

Rischio: qualità

La tanto decantata automazione dei processi è accompagnata da un calo della loro qualità. Molti non si rendono conto che l’IA non è in grado di produrre nuovi contenuti, ma piuttosto di copiare i dati e trasmetterli in versioni diverse. Il risultato, ad esempio, sono testi pubblicitari molto generici che non descrivono sufficientemente i vantaggi di un immobile. Nel caso dei chatbot utilizzati dalle autorità pubbliche, è importante anche esaminare in che misura essi costituiscano un vantaggio o un fastidio dal punto di vista del cliente.

Conclusione: un uso ben ponderato è fondamentale

Tuttavia, il settore immobiliare è ancora prima di tutto un business di persone. La fiducia e la vicinanza hanno ancora una grande influenza sulle decisioni di acquisto e sulla scelta del fornitore di servizi. L’IA non è in grado di padroneggiare queste competenze cruciali.
L’uso ponderato dell’IA è fondamentale per le imprese. Se da un lato le fasi di lavoro altamente automatizzate che sono effettivamente le stesse ogni volta che vengono ripetute, come ad esempio l’inserimento di dati in una maschera, portano a preziosi guadagni di efficienza, dall’altro è importante verificare che la qualità del servizio non venga compromessa troppo, in particolare nei processi creativi. Il messaggio da ricordare è questo: L’IA non è una macchina onnisciente, ma uno strumento utile che aiuta in alcune aree e meno in altre.

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Opportunità dell’intelligenza artificiale: maggiore efficienza e velocità

L’IA consente di automatizzare e quindi velocizzare molti processi. Ad esempio, le società di gestione immobiliare utilizzano chatbot per rispondere alle domande degli inquilini, gli agenti automatizzano la creazione di brochure e annunci pubblicitari, mentre disegnatori e architetti utilizzano l’IA per ottimizzare le loro planimetrie. L’aumento della velocità è proporzionalmente elevato per i processi standardizzati, il che significa che è possibile elaborare una quantità molto maggiore di dati nel tempo a disposizione.

Rischio: qualità

La tanto decantata automazione dei processi è accompagnata da un calo della loro qualità. Molti non si rendono conto che l’IA non è in grado di produrre nuovi contenuti, ma piuttosto di copiare i dati e trasmetterli in versioni diverse. Il risultato, ad esempio, sono testi pubblicitari molto generici che non descrivono sufficientemente i vantaggi di un immobile. Nel caso dei chatbot utilizzati dalle autorità pubbliche, è importante anche esaminare in che misura essi costituiscano un vantaggio o un fastidio dal punto di vista del cliente.

Conclusione: un uso ben ponderato è fondamentale

Tuttavia, il settore immobiliare è ancora prima di tutto un business di persone. La fiducia e la vicinanza hanno ancora una grande influenza sulle decisioni di acquisto e sulla scelta del fornitore di servizi. L’IA non è in grado di padroneggiare queste competenze cruciali.
L’uso ponderato dell’IA è fondamentale per le imprese. Se da un lato le fasi di lavoro altamente automatizzate che sono effettivamente le stesse ogni volta che vengono ripetute, come ad esempio l’inserimento di dati in una maschera, portano a preziosi guadagni di efficienza, dall’altro è importante verificare che la qualità del servizio non venga compromessa troppo, in particolare nei processi creativi. Il messaggio da ricordare è questo: L’IA non è una macchina onnisciente, ma uno strumento utile che aiuta in alcune aree e meno in altre.

L

Nuovo aumento generale dei prezzi

Lo spazio abitativo in Svizzera rimane popolare e ricercato. La domanda continua ad aumentare, grazie soprattutto alla crescita demografica e alle condizioni interessanti del mercato ipotecario (non si prevede un aumento significativo del tasso di interesse di base). Questa situazione, unita a un livello ancora troppo basso di attività edilizia, porterà a un ulteriore aumento dei prezzi delle transazioni.

Nuove costruzioni e ristrutturazioni

L’aumento dei prezzi riguarderà soprattutto gli immobili ristrutturati in buone condizioni. L’abolizione dei valori locativi (che sarà attuata a partire dal 2028 e sta già avendo un impatto sul mercato) eliminerà l’onere fiscale aggiuntivo. Se le ristrutturazioni non sono particolarmente necessarie, questi immobili diventeranno generalmente più accessibili e i prezzi continueranno a salire di conseguenza.

Un altro vecchio edificio?

Tuttavia, se si tengono d’occhio gli immobili più vecchi sul mercato, si hanno ancora buone possibilità di acquistarli a prezzi ragionevoli. Poiché in futuro non sarà più possibile detrarre dalle tasse i lavori di ristrutturazione, molti acquirenti penseranno bene se vogliono davvero investire. Nel caso di immobili più vecchi, il risparmio potenziale spesso compensa ampiamente la perdita teorica di reddito. Inoltre, gli interessi ipotecari sono deducibili solo in misura limitata.
Questo apre le porte ad acquirenti che sono disposti a scendere a compromessi su standard e condizioni per un po‘ di tempo, o ad amanti del fai-da-te che possono eseguire lavori di ristrutturazione meno costosi di altri. Questi ultimi potrebbero beneficiare della stagnazione o addirittura del calo dei prezzi.

Conclusione

Il mercato immobiliare svizzero rimane competitivo e la giostra dei prezzi continua a girare al rialzo. Gli edifici più vecchi possono rappresentare un’alternativa interessante per un gruppo limitato di potenziali acquirenti

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Nuovo aumento generale dei prezzi

Lo spazio abitativo in Svizzera rimane popolare e ricercato. La domanda continua ad aumentare, grazie soprattutto alla crescita demografica e alle condizioni interessanti del mercato ipotecario (non si prevede un aumento significativo del tasso di interesse di base). Questa situazione, unita a un livello ancora troppo basso di attività edilizia, porterà a un ulteriore aumento dei prezzi delle transazioni.

Nuove costruzioni e ristrutturazioni

L’aumento dei prezzi riguarderà soprattutto gli immobili ristrutturati in buone condizioni. L’abolizione dei valori locativi (che sarà attuata a partire dal 2028 e sta già avendo un impatto sul mercato) eliminerà l’onere fiscale aggiuntivo. Se le ristrutturazioni non sono particolarmente necessarie, questi immobili diventeranno generalmente più accessibili e i prezzi continueranno a salire di conseguenza.

Un altro vecchio edificio?

Tuttavia, se si tengono d’occhio gli immobili più vecchi sul mercato, si hanno ancora buone possibilità di acquistarli a prezzi ragionevoli. Poiché in futuro non sarà più possibile detrarre dalle tasse i lavori di ristrutturazione, molti acquirenti penseranno bene se vogliono davvero investire. Nel caso di immobili più vecchi, il risparmio potenziale spesso compensa ampiamente la perdita teorica di reddito. Inoltre, gli interessi ipotecari sono deducibili solo in misura limitata.
Questo apre le porte ad acquirenti che sono disposti a scendere a compromessi su standard e condizioni per un po‘ di tempo, o ad amanti del fai-da-te che possono eseguire lavori di ristrutturazione meno costosi di altri. Questi ultimi potrebbero beneficiare della stagnazione o addirittura del calo dei prezzi.

Conclusione

Il mercato immobiliare svizzero rimane competitivo e la giostra dei prezzi continua a girare al rialzo. Gli edifici più vecchi possono rappresentare un’alternativa interessante per un gruppo limitato di potenziali acquirenti

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Analisi del mercato immobiliare online

L’analisi del mercato immobiliare online è una valutazione dell’offerta immobiliare realizzata da Immoscout24 in collaborazione con l’Associazione dei proprietari fondiari e l’Istituto immobiliare svizzero. Il periodo osservato ogni anno è compreso tra il terzo trimestre dell’anno precedente e il secondo trimestre dell’anno successivo.

Le immatricolazioni aumentano di nuovo, ma a un ritmo più lento

Nel periodo 2023/24 in esame, il numero di case unifamiliari pubblicizzate è aumentato in modo massiccio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un netto incremento del 36%. Nel periodo precedente, il numero di case unifamiliari registrate è aumentato ancora, ma in misura minore (+4%). Anche la durata degli annunci è in aumento in tutta la Svizzera, con case unifamiliari attualmente online per una media di 79 giorni.

I potenziali acquirenti sono più selettivi – i documenti di vendita di alta qualità sono essenziali

Per gli operatori del mercato, ciò significa che gli acquirenti tendono a prendere un po‘ più di tempo e sono diventati più selettivi in quanto hanno più scelta. Per i venditori, l’importanza di una strategia di marketing ben studiata, con una documentazione di vendita altamente professionale e una presentazione contemporanea dell’immobile, è sempre più importante. Grazie alla continua forte domanda, i prezzi si mantengono stabili, anche se ci sono segnali di consolidamento nel mercato delle case unifamiliari.

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Analisi del mercato immobiliare online

L’analisi del mercato immobiliare online è una valutazione dell’offerta immobiliare realizzata da Immoscout24 in collaborazione con l’Associazione dei proprietari fondiari e l’Istituto immobiliare svizzero. Il periodo osservato ogni anno è compreso tra il terzo trimestre dell’anno precedente e il secondo trimestre dell’anno successivo.

Le immatricolazioni aumentano di nuovo, ma a un ritmo più lento

Nel periodo 2023/24 in esame, il numero di case unifamiliari pubblicizzate è aumentato in modo massiccio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un netto incremento del 36%. Nel periodo precedente, il numero di case unifamiliari registrate è aumentato ancora, ma in misura minore (+4%). Anche la durata degli annunci è in aumento in tutta la Svizzera, con case unifamiliari attualmente online per una media di 79 giorni.

I potenziali acquirenti sono più selettivi – i documenti di vendita di alta qualità sono essenziali

Per gli operatori del mercato, ciò significa che gli acquirenti tendono a prendere un po‘ più di tempo e sono diventati più selettivi in quanto hanno più scelta. Per i venditori, l’importanza di una strategia di marketing ben studiata, con una documentazione di vendita altamente professionale e una presentazione contemporanea dell’immobile, è sempre più importante. Grazie alla continua forte domanda, i prezzi si mantengono stabili, anche se ci sono segnali di consolidamento nel mercato delle case unifamiliari.

G

Ottimismo nonostante le scarse previsioni economiche

Lo Swiss Real Estate Sentiment Index misura l’umore degli investitori immobiliari dal 2012. Le aspettative dei partecipanti al mercato in materia di prezzi sono la ragione principale del maggiore aumento registrato dall’inizio dell’indice. Quasi tutti i partecipanti prevedono un aumento dei prezzi degli immobili, in particolare nel segmento residenziale e, per la prima volta dopo molto tempo, per gli uffici. L’andamento dei prezzi degli spazi commerciali e al dettaglio è ancora leggermente negativo. Allo stesso tempo, il settore è piuttosto pessimista sulla situazione economica generale.

Prezzi in aumento in tutte le località

Le previsioni di prezzo per gli immobili residenziali hanno raggiunto un nuovo massimo di 131 punti. Circa il 94% degli intervistati prevede un leggero o forte aumento dei prezzi. Notevole: per la prima volta le previsioni sui prezzi sono positive anche per le regioni periferiche. Le aspettative sono particolarmente ottimistiche per le regioni di Zurigo, Svizzera centrale e Lago di Ginevra.

Anche l’industria vede dei rischi

Gli esperti considerano la regolamentazione rigorosa come la sfida più grande: con 2,5 punti su 3, ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto nel sondaggio di quest’anno. Al secondo posto, anche il contesto economico europeo è considerato un rischio (2,0 punti). Altri rischi, come le inadempienze nei pagamenti o le oscillazioni dei tassi d’interesse, rivestono un ruolo meno importante.

Conclusione: nonostante le incertezze macroeconomiche, il settore immobiliare svizzero è molto ottimista per i prossimi 12 mesi. In particolare, è convinto che i prezzi continueranno a salire, anche in località finora meno in vista.

Fonte: Real Estate Move, „L’indice di fiducia del settore immobiliare svizzero al suo livello più alto“, 14 ottobre 2025

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Ottimismo nonostante le scarse previsioni economiche

Lo Swiss Real Estate Sentiment Index misura l’umore degli investitori immobiliari dal 2012. Le aspettative dei partecipanti al mercato in materia di prezzi sono la ragione principale del maggiore aumento registrato dall’inizio dell’indice. Quasi tutti i partecipanti prevedono un aumento dei prezzi degli immobili, in particolare nel segmento residenziale e, per la prima volta dopo molto tempo, per gli uffici. L’andamento dei prezzi degli spazi commerciali e al dettaglio è ancora leggermente negativo. Allo stesso tempo, il settore è piuttosto pessimista sulla situazione economica generale.

Prezzi in aumento in tutte le località

Le previsioni di prezzo per gli immobili residenziali hanno raggiunto un nuovo massimo di 131 punti. Circa il 94% degli intervistati prevede un leggero o forte aumento dei prezzi. Notevole: per la prima volta le previsioni sui prezzi sono positive anche per le regioni periferiche. Le aspettative sono particolarmente ottimistiche per le regioni di Zurigo, Svizzera centrale e Lago di Ginevra.

Anche l’industria vede dei rischi

Gli esperti considerano la regolamentazione rigorosa come la sfida più grande: con 2,5 punti su 3, ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto nel sondaggio di quest’anno. Al secondo posto, anche il contesto economico europeo è considerato un rischio (2,0 punti). Altri rischi, come le inadempienze nei pagamenti o le oscillazioni dei tassi d’interesse, rivestono un ruolo meno importante.

Conclusione: nonostante le incertezze macroeconomiche, il settore immobiliare svizzero è molto ottimista per i prossimi 12 mesi. In particolare, è convinto che i prezzi continueranno a salire, anche in località finora meno in vista.

Fonte: Real Estate Move, „L’indice di fiducia del settore immobiliare svizzero al suo livello più alto“, 14 ottobre 2025

I

Qual era il valore dell’affitto imputato?

L’imposta sul valore locativo fu introdotta nel 1934, durante un periodo economico difficile in cui lo Stato aveva urgente bisogno di entrate aggiuntive. Questa tassa, unica al mondo, obbligava i proprietari di immobili a pagare le imposte sul valore locativo teorico della loro proprietà occupata dal proprietario – con la motivazione che non dovevano sostenere costi abitativi rispetto agli affittuari.
In cambio, gli interessi sul debito e i costi di manutenzione e ristrutturazione potevano essere dedotti dalle tasse. Questo sistema è stato oggetto di un intenso dibattito e di ripetuti tentativi di riforma per decenni, fino ai giorni nostri.

I vincitori e i perdenti dell’abolizione

  • Iprincipali vincitori sono i proprietari di case più anziani che hanno già ampiamente pagato i loro prestiti e le cui proprietà sono in buone condizioni. Essi beneficeranno dell’abolizione del valore locativo senza dover accettare alcuno svantaggio significativo in termini di detrazioni.
  • I perdenti, invece, sono coloro che hanno appena acquistato un immobile da ristrutturare, spesso giovani famiglie con debiti ipotecari elevati. Per loro, la perdita delle detrazioni supera di gran lunga il vantaggio finanziario dell’abolizione del valore locativo.

Effetti sul mercato immobiliare

Un recente studio delle Banche Raiffeisen dimostra che le persone anziane mantengono la loro proprietà per un periodo particolarmente lungo, contribuendo in modo significativo alla carenza di case unifamiliari sul mercato. L’abolizione del valore locativo rafforza questo effetto, in quanto mantenere un immobile diventa ancora più interessante dal punto di vista fiscale. Di conseguenza, l’offerta rimarrà scarsa e i prezzi continueranno a salire, in un mercato già considerato surriscaldato.
Un altro effetto collaterale è che le ristrutturazioni energetiche diventeranno meno interessanti dal punto di vista fiscale. I proprietari di casa saranno quindi meno propensi a investire in ristrutturazioni costose. Questo non solo potrebbe essere in contrasto con gli obiettivi climatici, ma potrebbe anche avere un impatto negativo sul settore edilizio e sui suoi numerosi posti di lavoro.

Conclusioni

L’abolizione dei valori locativi è un passo storico, ma non si può parlare di una chiara vittoria dei proprietari. Chi vince e chi perde dipende molto dalle circostanze individuali. Una cosa è certa: il dibattito sulla proprietà della casa, sulle tasse e sui prezzi degli immobili continuerà ad accompagnarci anche in futuro

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Qual era il valore dell’affitto imputato?

L’imposta sul valore locativo fu introdotta nel 1934, durante un periodo economico difficile in cui lo Stato aveva urgente bisogno di entrate aggiuntive. Questa tassa, unica al mondo, obbligava i proprietari di immobili a pagare le imposte sul valore locativo teorico della loro proprietà occupata dal proprietario – con la motivazione che non dovevano sostenere costi abitativi rispetto agli affittuari.
In cambio, gli interessi sul debito e i costi di manutenzione e ristrutturazione potevano essere dedotti dalle tasse. Questo sistema è stato oggetto di un intenso dibattito e di ripetuti tentativi di riforma per decenni, fino ai giorni nostri.

I vincitori e i perdenti dell’abolizione

  • Iprincipali vincitori sono i proprietari di case più anziani che hanno già ampiamente pagato i loro prestiti e le cui proprietà sono in buone condizioni. Essi beneficeranno dell’abolizione del valore locativo senza dover accettare alcuno svantaggio significativo in termini di detrazioni.
  • I perdenti, invece, sono coloro che hanno appena acquistato un immobile da ristrutturare, spesso giovani famiglie con debiti ipotecari elevati. Per loro, la perdita delle detrazioni supera di gran lunga il vantaggio finanziario dell’abolizione del valore locativo.

Effetti sul mercato immobiliare

Un recente studio delle Banche Raiffeisen dimostra che le persone anziane mantengono la loro proprietà per un periodo particolarmente lungo, contribuendo in modo significativo alla carenza di case unifamiliari sul mercato. L’abolizione del valore locativo rafforza questo effetto, in quanto mantenere un immobile diventa ancora più interessante dal punto di vista fiscale. Di conseguenza, l’offerta rimarrà scarsa e i prezzi continueranno a salire, in un mercato già considerato surriscaldato.
Un altro effetto collaterale è che le ristrutturazioni energetiche diventeranno meno interessanti dal punto di vista fiscale. I proprietari di casa saranno quindi meno propensi a investire in ristrutturazioni costose. Questo non solo potrebbe essere in contrasto con gli obiettivi climatici, ma potrebbe anche avere un impatto negativo sul settore edilizio e sui suoi numerosi posti di lavoro.

Conclusioni

L’abolizione dei valori locativi è un passo storico, ma non si può parlare di una chiara vittoria dei proprietari. Chi vince e chi perde dipende molto dalle circostanze individuali. Una cosa è certa: il dibattito sulla proprietà della casa, sulle tasse e sui prezzi degli immobili continuerà ad accompagnarci anche in futuro

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N

Mutui SARON: i margini assorbono la riduzione della BNS

I mutui SARON, noti come mutui del mercato monetario, si basano sul tasso di interesse di riferimento delle banche centrali. Il tasso d’interesse effettivo è calcolato in base al tasso di base + il margine delle banche. Nonostante il tasso di base dello 0%, le migliori offerte per i mutui SARON si aggirano attualmente intorno allo 0,75% (fonte: Hypotheke.ch), che corrisponde a un margine altrettanto elevato. Dodici mesi fa, questo margine era ancora dello 0,45%. Ciò dimostra chiaramente che le banche hanno ampliato i loro margini e che l’allentamento monetario della BNS non viene percepito dai clienti.

Mutui a tasso fisso: tendenza leggermente più debole

L’andamento dei mutui a tasso fisso è leggermente meno chiaro. Anche in questo caso i margini sono aumentati. A fine giugno, l’offerta più bassa per un mutuo a tasso fisso a dieci anni era ancora dell’1,3%. Ora è dell’1,38%, con un aumento di 0,08 punti percentuali. (Fonte: cash.ch)

In realtà, ci saremmo aspettati il contrario: il rendimento dei titoli di Stato svizzeri a dieci anni, che sono la base per i mutui a tasso fisso, è sceso dallo 0,41 allo 0,24% nello stesso periodo. Anche i tassi swap, il secondo benchmark più importante, sono scesi e ora sono circa lo 0,1% al di sotto del livello del 21 giugno 2025, quando la BNS ha abbassato per l’ultima volta il tasso di riferimento allo 0,0%.

Le banche proteggono i loro margini – la riduzione della concorrenza peggiora la situazione

Le condizioni ipotecarie riflettono non solo l’andamento del mercato, ma anche la strategia di profitto delle banche. Con l’azzeramento del tasso di interesse della BNS, i redditi da interessi a breve termine stanno crollando, per cui le banche cercano di proteggere i propri margini di profitto aumentando i premi ipotecari. Il successo di questa strategia si spiega anche con la situazione del mercato. Con la scomparsa del Credit Suisse, non c’è più un fornitore importante e molti fondi pensione e compagnie assicurative si sono ritirati dal settore dei mutui a causa della mancanza di canali di distribuzione. La riduzione della concorrenza consente alle banche di trasferire facilmente margini più elevati. Questo effetto è esacerbato dalla pressione normativa esercitata da Basilea III, che impone in particolare requisiti patrimoniali più elevati, contribuendo anch’essa all’aumento dei prezzi.

Prospettive: nessun allentamento in vista

Per i mutuatari, ciò significa che le speranze di un calo significativo dei tassi ipotecari non si sono ancora concretizzate, né per i SARON né per i mutui a tasso fisso. È probabile che i margini rimangano elevati nel breve periodo, finché la concorrenza sul mercato sarà limitata. A più lungo termine, lo sviluppo dei mutui a tasso fisso dipende in larga misura dai mercati internazionali dei capitali e dalle aspettative di inflazione, che al momento rimangono volatili.

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Mutui SARON: i margini assorbono la riduzione della BNS

I mutui SARON, noti come mutui del mercato monetario, si basano sul tasso di interesse di riferimento delle banche centrali. Il tasso d’interesse effettivo è calcolato in base al tasso di base + il margine delle banche. Nonostante il tasso di base dello 0%, le migliori offerte per i mutui SARON si aggirano attualmente intorno allo 0,75% (fonte: Hypotheke.ch), che corrisponde a un margine altrettanto elevato. Dodici mesi fa, questo margine era ancora dello 0,45%. Ciò dimostra chiaramente che le banche hanno ampliato i loro margini e che l’allentamento monetario della BNS non viene percepito dai clienti.

Mutui a tasso fisso: tendenza leggermente più debole

L’andamento dei mutui a tasso fisso è leggermente meno chiaro. Anche in questo caso i margini sono aumentati. A fine giugno, l’offerta più bassa per un mutuo a tasso fisso a dieci anni era ancora dell’1,3%. Ora è dell’1,38%, con un aumento di 0,08 punti percentuali. (Fonte: cash.ch)

In realtà, ci saremmo aspettati il contrario: il rendimento dei titoli di Stato svizzeri a dieci anni, che sono la base per i mutui a tasso fisso, è sceso dallo 0,41 allo 0,24% nello stesso periodo. Anche i tassi swap, il secondo benchmark più importante, sono scesi e ora sono circa lo 0,1% al di sotto del livello del 21 giugno 2025, quando la BNS ha abbassato per l’ultima volta il tasso di riferimento allo 0,0%.

Le banche proteggono i loro margini – la riduzione della concorrenza peggiora la situazione

Le condizioni ipotecarie riflettono non solo l’andamento del mercato, ma anche la strategia di profitto delle banche. Con l’azzeramento del tasso di interesse della BNS, i redditi da interessi a breve termine stanno crollando, per cui le banche cercano di proteggere i propri margini di profitto aumentando i premi ipotecari. Il successo di questa strategia si spiega anche con la situazione del mercato. Con la scomparsa del Credit Suisse, non c’è più un fornitore importante e molti fondi pensione e compagnie assicurative si sono ritirati dal settore dei mutui a causa della mancanza di canali di distribuzione. La riduzione della concorrenza consente alle banche di trasferire facilmente margini più elevati. Questo effetto è esacerbato dalla pressione normativa esercitata da Basilea III, che impone in particolare requisiti patrimoniali più elevati, contribuendo anch’essa all’aumento dei prezzi.

Prospettive: nessun allentamento in vista

Per i mutuatari, ciò significa che le speranze di un calo significativo dei tassi ipotecari non si sono ancora concretizzate, né per i SARON né per i mutui a tasso fisso. È probabile che i margini rimangano elevati nel breve periodo, finché la concorrenza sul mercato sarà limitata. A più lungo termine, lo sviluppo dei mutui a tasso fisso dipende in larga misura dai mercati internazionali dei capitali e dalle aspettative di inflazione, che al momento rimangono volatili.

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Richieste di ulteriori tagli dei tassi

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva precedentemente chiesto un taglio più profondo. Anche l’economista Stephan Miran, un alleato di Trump, si è espresso a favore di una mossa più audace in seno al Comitato di politica monetaria, ma non è riuscito a prevalere. La maggioranza dei dodici membri votanti ha sostenuto il taglio moderato di 0,25 punti percentuali.

Il mercato del lavoro, un fattore chiave

La decisione è stata motivata non tanto dalle pressioni politiche quanto dagli sviluppi del mercato del lavoro, che da qualche tempo stava perdendo slancio. Con il taglio dei tassi, la FED cerca di trovare un equilibrio: da un lato, sostenere l’economia e in particolare l’occupazione; dall’altro, controllare l’inflazione, che rimane elevata.

Implicazioni per la Svizzera

È improbabile che questa decisione abbia un impatto diretto sui tassi di interesse o sul mercato immobiliare svizzero. Tuttavia, il cambiamento di politica da parte della banca centrale più influente del mondo invia un segnale forte. La decisione della FED rafforza l’impressione che sia iniziata una fase globale di calo dei tassi di interesse. Per la Svizzera, ciò significa che i mutui dovrebbero rimanere interessanti – un fattore che potrebbe continuare a sostenere la dinamica dei prezzi nel mercato immobiliare.

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Richieste di ulteriori tagli dei tassi

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva precedentemente chiesto un taglio più profondo. Anche l’economista Stephan Miran, un alleato di Trump, si è espresso a favore di una mossa più audace in seno al Comitato di politica monetaria, ma non è riuscito a prevalere. La maggioranza dei dodici membri votanti ha sostenuto il taglio moderato di 0,25 punti percentuali.

Il mercato del lavoro, un fattore chiave

La decisione è stata motivata non tanto dalle pressioni politiche quanto dagli sviluppi del mercato del lavoro, che da qualche tempo stava perdendo slancio. Con il taglio dei tassi, la FED cerca di trovare un equilibrio: da un lato, sostenere l’economia e in particolare l’occupazione; dall’altro, controllare l’inflazione, che rimane elevata.

Implicazioni per la Svizzera

È improbabile che questa decisione abbia un impatto diretto sui tassi di interesse o sul mercato immobiliare svizzero. Tuttavia, il cambiamento di politica da parte della banca centrale più influente del mondo invia un segnale forte. La decisione della FED rafforza l’impressione che sia iniziata una fase globale di calo dei tassi di interesse. Per la Svizzera, ciò significa che i mutui dovrebbero rimanere interessanti – un fattore che potrebbe continuare a sostenere la dinamica dei prezzi nel mercato immobiliare.

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Spazi commerciali

L’indebolimento dell’economia delle esportazioni e il peggioramento delle condizioni di localizzazione in relazione all’UE stanno riducendo la domanda di spazi commerciali e industriali. Tuttavia, poiché molti immobili sono di proprietà delle aziende interessate, l’impatto sui canoni di locazione rimane moderato.

Proprietà residenziale

Anche la proprietà privata sta risentendo della crisi. La crescita più debole dell’occupazione sta riducendo l’immigrazione e il potere d’acquisto, quindi gli aumenti dei prezzi sono leggermente più moderati. Nel complesso, l’effetto rimane limitato finché le industrie farmaceutiche e chimiche riusciranno a mantenere la loro redditività a un buon livello.

I tassi di interesse dovrebbero scendere ancora

Un leggero calo dei tassi di interesse avrà un effetto stabilizzante e ridurrà le influenze negative. Allo stesso tempo, l’orientamento nazionale del settore immobiliare si sta rivelando un’arma a doppio taglio: protegge dagli effetti diretti dei dazi, ma rende l’economia svizzera più vulnerabile se soffre più dell’UE. Inoltre, le banche non stanno trasferendo i tagli dei tassi di interesse ai loro clienti nello stesso modo.

Inflazione e prezzi delle costruzioni

L’impatto sull’inflazione e sui prezzi delle costruzioni è lieve, poiché gli aumenti dei costi sono compensati dall’eccesso di offerta e dal rallentamento dell’economia. A livello regionale, sono soprattutto le comunità industriali e agricole ad essere colpite, mentre i centri finanziari e le regioni turistiche sono in gran parte risparmiati.

In breve, solo una leggera correzione del mercato immobiliare

Nel complesso, secondo Wüest Partner, il mercato immobiliare svizzero sta reagendo solo moderatamente alle tariffe. I meccanismi di mercato e il leggero calo dei tassi di interesse stanno avendo un effetto stabilizzante, per cui le ripercussioni rimangono complessivamente moderate.

I

Spazi commerciali

L’indebolimento dell’economia delle esportazioni e il peggioramento delle condizioni di localizzazione in relazione all’UE stanno riducendo la domanda di spazi commerciali e industriali. Tuttavia, poiché molti immobili sono di proprietà delle aziende interessate, l’impatto sui canoni di locazione rimane moderato.

Proprietà residenziale

Anche la proprietà privata sta risentendo della crisi. La crescita più debole dell’occupazione sta riducendo l’immigrazione e il potere d’acquisto, quindi gli aumenti dei prezzi sono leggermente più moderati. Nel complesso, l’effetto rimane limitato finché le industrie farmaceutiche e chimiche riusciranno a mantenere la loro redditività a un buon livello.

I tassi di interesse dovrebbero scendere ancora

Un leggero calo dei tassi di interesse avrà un effetto stabilizzante e ridurrà le influenze negative. Allo stesso tempo, l’orientamento nazionale del settore immobiliare si sta rivelando un’arma a doppio taglio: protegge dagli effetti diretti dei dazi, ma rende l’economia svizzera più vulnerabile se soffre più dell’UE. Inoltre, le banche non stanno trasferendo i tagli dei tassi di interesse ai loro clienti nello stesso modo.

Inflazione e prezzi delle costruzioni

L’impatto sull’inflazione e sui prezzi delle costruzioni è lieve, poiché gli aumenti dei costi sono compensati dall’eccesso di offerta e dal rallentamento dell’economia. A livello regionale, sono soprattutto le comunità industriali e agricole ad essere colpite, mentre i centri finanziari e le regioni turistiche sono in gran parte risparmiati.

In breve, solo una leggera correzione del mercato immobiliare

Nel complesso, secondo Wüest Partner, il mercato immobiliare svizzero sta reagendo solo moderatamente alle tariffe. I meccanismi di mercato e il leggero calo dei tassi di interesse stanno avendo un effetto stabilizzante, per cui le ripercussioni rimangono complessivamente moderate.

L

Quello che spesso si dimentica: Molti acquisti immobiliari effettuati da „persone provenienti dall’estero“ non sono soggetti alla Lex Koller. Questo perché non è determinante solo la nazionalità, ma anche lo status di residenza. In pratica, chi ha un permesso di soggiorno spesso non è considerato una „persona all’estero“ ai sensi della Lex Koller – e quindi non necessita di autorizzazione

.

Cosa disciplina la Lex Koller e a chi si applica effettivamente?

In linea di principio, la Lex Koller prevede che i cittadini stranieri debbano richiedere un’autorizzazione prima di acquistare un terreno o una proprietà in Svizzera. A prima vista, ciò sembra restrittivo, ma in realtà la legge si applica solo a una piccola parte dei casi. Il motivo è che molti acquirenti non sono considerati cittadini stranieri ai sensi della legge.

Non sono considerati cittadini stranieri ai sensi della Lex Koller

  • tutte le persone in possesso di un permesso di soggiorno C e domiciliate in Svizzera
  • i cittadini di Paesi UE/AELS che risiedono in Svizzera e sono in possesso almeno di un permesso di soggiorno B

In pratica, ciò significa che, ad esempio, i cittadini tedeschi con un permesso B o i cittadini statunitensi con un permesso C che vivono in Svizzera possono acquistare una casa senza problemi – e senza dover ottenere un’autorizzazione. In questo modo sono equiparati ai cittadini svizzeri per quanto riguarda le transazioni immobiliari.

Il seguente diagramma mostra il campo di applicazione della Lex Koller in base all’uso e al tipo di proprietà:

Eccezioni all’obbligo di autorizzazione – chiaramente regolamentate

Se si tratta effettivamente di persone provenienti dall’estero ai sensi della Lex Koller, la legge prevede comunque diverse eccezioni per le quali non è richiesta alcuna autorizzazione. Le principali eccezioni sono le seguenti:

  1. I cittadini di Paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno B e domiciliati in Svizzera possono acquistare un immobile come abitazione principale.
  2. I frontalieri possono acquistare una seconda casa nella zona di confine del loro luogo di lavoro .
  3. Stabilimenti permanenti: gli immobili commerciali utilizzati per scopi operativi possono essere acquistati indipendentemente dallo status di residenza o dall’origine dei proprietari.
  4. Appartamenti di vacanza: nelle regioni turistiche riconosciute, ogni anno in tutta la Svizzera possono essere vendute fino a 1.500 unità a persone residenti all’estero. Le quote sono assegnate dai Cantoni e i Comuni possono anche stabilire restrizioni o rifiuti propri.

Restrizioni sulle eccezioni

Chiunque richieda un’eccezione è soggetto a specifiche restrizioni riguardanti l’uso e la natura della proprietà.

Superficie :

  • abitazione principale (cittadini di Paesi terzi): max. 3’000 m².
  • alloggi per le vacanze: max. 2’000 m².
  • Frontalieri: max. 1’000 m².

Superficie abitabile :

  • Appartamenti di vacanza: max. 200 m².
  • Per le altre categorie non esiste un limite legale di superficie abitabile.

Altre caratteristiche:

  • La locazione non è consentita in tutti i casi eccezionali.
  • Per i terreni edificabili: la costruzione deveiniziare entro un anno.

Principio: se è necessario un permesso, di solito è un problema.

Se l’autorizzazione è comunque richiesta nell’ambito di una transazione, occorre prestare particolare attenzione. Nella prassi consultiva, il principio è che un’acquisizione soggetta ad autorizzazione è un caso particolare e va sempre esaminata con occhio critico. In questi casi, è consigliabile coinvolgere le autorità cantonali competenti in una fase iniziale e, se necessario, chiedere chiarimenti preventivi (richiesta di una dichiarazione dei fatti)

.

Procedura e poteri

Le autorità cantonali sono responsabili della verifica della necessità di un’autorizzazione e del suo rilascio . In caso di incertezza, è possibile presentare una domanda di pronunciamento per ottenere chiarimenti sull’applicabilità della Lex Koller

.

Conclusione – Comprendere e applicare la Lex Koller

A prima vista, la Lex Koller sembra essere una legge completa e restrittiva. In pratica ,però ,in molti casi non vieneapplicata, in quanto un’ampia percentuale di acquirenti non è considerata una persona straniera ai sensi della legge.Il fattore decisivonon è la nazionalità, ma lo status di residenza.

Solo quando è richiesto un permesso è necessario prestare maggiore attenzione. In questi casi è necessario effettuare un esame approfondito, possibilmente con la partecipazione delle autorità cantonali.

La regola per i professionisti del settore immobiliare è quindi: non scoraggiarsi – fornire una consulenza differenziata e giuridicamente sicura.

L

Quello che spesso si dimentica: Molti acquisti immobiliari effettuati da „persone provenienti dall’estero“ non sono soggetti alla Lex Koller. Questo perché non è determinante solo la nazionalità, ma anche lo status di residenza. In pratica, chi ha un permesso di soggiorno spesso non è considerato una „persona all’estero“ ai sensi della Lex Koller – e quindi non necessita di autorizzazione

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Cosa disciplina la Lex Koller e a chi si applica effettivamente?

In linea di principio, la Lex Koller prevede che i cittadini stranieri debbano richiedere un’autorizzazione prima di acquistare un terreno o una proprietà in Svizzera. A prima vista, ciò sembra restrittivo, ma in realtà la legge si applica solo a una piccola parte dei casi. Il motivo è che molti acquirenti non sono considerati cittadini stranieri ai sensi della legge.

Non sono considerati cittadini stranieri ai sensi della Lex Koller

  • tutte le persone in possesso di un permesso di soggiorno C e domiciliate in Svizzera
  • i cittadini di Paesi UE/AELS che risiedono in Svizzera e sono in possesso almeno di un permesso di soggiorno B

In pratica, ciò significa che, ad esempio, i cittadini tedeschi con un permesso B o i cittadini statunitensi con un permesso C che vivono in Svizzera possono acquistare una casa senza problemi – e senza dover ottenere un’autorizzazione. In questo modo sono equiparati ai cittadini svizzeri per quanto riguarda le transazioni immobiliari.

Il seguente diagramma mostra il campo di applicazione della Lex Koller in base all’uso e al tipo di proprietà:

Eccezioni all’obbligo di autorizzazione – chiaramente regolamentate

Se si tratta effettivamente di persone provenienti dall’estero ai sensi della Lex Koller, la legge prevede comunque diverse eccezioni per le quali non è richiesta alcuna autorizzazione. Le principali eccezioni sono le seguenti:

  1. I cittadini di Paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno B e domiciliati in Svizzera possono acquistare un immobile come abitazione principale.
  2. I frontalieri possono acquistare una seconda casa nella zona di confine del loro luogo di lavoro .
  3. Stabilimenti permanenti: gli immobili commerciali utilizzati per scopi operativi possono essere acquistati indipendentemente dallo status di residenza o dall’origine dei proprietari.
  4. Appartamenti di vacanza: nelle regioni turistiche riconosciute, ogni anno in tutta la Svizzera possono essere vendute fino a 1.500 unità a persone residenti all’estero. Le quote sono assegnate dai Cantoni e i Comuni possono anche stabilire restrizioni o rifiuti propri.

Restrizioni sulle eccezioni

Chiunque richieda un’eccezione è soggetto a specifiche restrizioni riguardanti l’uso e la natura della proprietà.

Superficie :

  • abitazione principale (cittadini di Paesi terzi): max. 3’000 m².
  • alloggi per le vacanze: max. 2’000 m².
  • Frontalieri: max. 1’000 m².

Superficie abitabile :

  • Appartamenti di vacanza: max. 200 m².
  • Per le altre categorie non esiste un limite legale di superficie abitabile.

Altre caratteristiche:

  • La locazione non è consentita in tutti i casi eccezionali.
  • Per i terreni edificabili: la costruzione deveiniziare entro un anno.

Principio: se è necessario un permesso, di solito è un problema.

Se l’autorizzazione è comunque richiesta nell’ambito di una transazione, occorre prestare particolare attenzione. Nella prassi consultiva, il principio è che un’acquisizione soggetta ad autorizzazione è un caso particolare e va sempre esaminata con occhio critico. In questi casi, è consigliabile coinvolgere le autorità cantonali competenti in una fase iniziale e, se necessario, chiedere chiarimenti preventivi (richiesta di una dichiarazione dei fatti)

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Procedura e poteri

Le autorità cantonali sono responsabili della verifica della necessità di un’autorizzazione e del suo rilascio . In caso di incertezza, è possibile presentare una domanda di pronunciamento per ottenere chiarimenti sull’applicabilità della Lex Koller

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Conclusione – Comprendere e applicare la Lex Koller

A prima vista, la Lex Koller sembra essere una legge completa e restrittiva. In pratica ,però ,in molti casi non vieneapplicata, in quanto un’ampia percentuale di acquirenti non è considerata una persona straniera ai sensi della legge.Il fattore decisivonon è la nazionalità, ma lo status di residenza.

Solo quando è richiesto un permesso è necessario prestare maggiore attenzione. In questi casi è necessario effettuare un esame approfondito, possibilmente con la partecipazione delle autorità cantonali.

La regola per i professionisti del settore immobiliare è quindi: non scoraggiarsi – fornire una consulenza differenziata e giuridicamente sicura.

L

Il contesto del nuovo taglio dei tassi di interesse

Una delle ragioni principali del taglio dei tassi di interesse è l’inflazione molto bassa. Nel maggio 2025, i prezzi al consumo erano inferiori dello 0,1% rispetto al maggio 2024.

Perché l’inflazione è scesa così tanto? Il franco svizzero molto forte ha portato a una riduzione dei prezzi dei beni importati e il prezzo del petrolio è sceso di ben il 9,6% rispetto all’anno precedente. In alcuni settori importanti, tuttavia, la situazione è diversa: i prezzi dei servizi sono aumentati dello 0,6% e gli affitti delle abitazioni sono addirittura cresciuti del 2,6%. Non si può quindi ancora parlare di deflazione diffusa.

Implicazioni per il mercato immobiliare e dei mutui

I tassi d’interesse ipotecari erano già scesi fortemente prima della decisione sui tassi e i mutui a tasso fisso decennali sono talvolta disponibili a tassi ben inferiori all’1,5%. I mutui SARON rispondono direttamente al calo dei tassi, anche se le banche continueranno a cercare di aumentare i loro margini. Possiamo quindi ipotizzare che i mutui SARON scenderanno di poco meno dello 0,25%.

Il calo dei tassi di interesse porta a un aumento della domanda di immobili e a un incremento dei prezzi degli immobili. Lo shock dell’inversione dei tassi di interesse a partire dal 2023 è ormai definitivamente superato e persino un ritorno ai tassi di interesse negativi sembra a portata di mano

.

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Il contesto del nuovo taglio dei tassi di interesse

Una delle ragioni principali del taglio dei tassi di interesse è l’inflazione molto bassa. Nel maggio 2025, i prezzi al consumo erano inferiori dello 0,1% rispetto al maggio 2024.

Perché l’inflazione è scesa così tanto? Il franco svizzero molto forte ha portato a una riduzione dei prezzi dei beni importati e il prezzo del petrolio è sceso di ben il 9,6% rispetto all’anno precedente. In alcuni settori importanti, tuttavia, la situazione è diversa: i prezzi dei servizi sono aumentati dello 0,6% e gli affitti delle abitazioni sono addirittura cresciuti del 2,6%. Non si può quindi ancora parlare di deflazione diffusa.

Implicazioni per il mercato immobiliare e dei mutui

I tassi d’interesse ipotecari erano già scesi fortemente prima della decisione sui tassi e i mutui a tasso fisso decennali sono talvolta disponibili a tassi ben inferiori all’1,5%. I mutui SARON rispondono direttamente al calo dei tassi, anche se le banche continueranno a cercare di aumentare i loro margini. Possiamo quindi ipotizzare che i mutui SARON scenderanno di poco meno dello 0,25%.

Il calo dei tassi di interesse porta a un aumento della domanda di immobili e a un incremento dei prezzi degli immobili. Lo shock dell’inversione dei tassi di interesse a partire dal 2023 è ormai definitivamente superato e persino un ritorno ai tassi di interesse negativi sembra a portata di mano

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A

Lucerna: pionieri con la regola dei 90 giorni

Dal gennaio 2024, nelle aree residenziali è consentito un massimo di 90 giorni di affitto all’anno. L’obiettivo della città è quello di combattere l’uso improprio dello spazio abitativo. Questo regolamento è considerato un modello per altre città e regioni della Svizzera.

Zurigo: azioni a livello comunale e cantonale

Una revisione del codice edilizio e urbanistico ha limitato le locazioni commerciali a breve termine nelle aree residenziali a partire dal 2024. Inoltre, il PS sta pianificando un’iniziativa popolare comunale per un limite massimo di 90 giorni. Anche i regolamenti cantonali sono allo studio

.

Basilea Città: tassa di soggiorno e possibile tetto massimo

Una nuova legge centralizzerà la riscossione della tassa di soggiorno. Allo stesso tempo, si sta discutendo di un limite di 90 giorni e di proposte per requisiti di rendicontazione più severi

.

Berna: Il centro storico è sotto protezione grazie alla legge „Lex Airbnb“.

Dal 2022, nel centro storico di Berna è in vigore un regolamento speciale che limita gli appartamenti commerciali per vacanze ai piani superiori. Al momento non sono previste altre norme cantonali.

Ginevra: Pioneer con un limite di 90 giorni

Nei comuni ginevrini, dove il mercato immobiliare è molto rigido, da diversi anni è in vigore un limite di 90 giorni. I fornitori devono registrare i loro affitti e rispettare le linee guida locali.

Vallese: soluzioni locali invece di una legge cantonale

Zermatt, Verbier & Co. hanno introdotto le proprie restrizioni attraverso piani di zonizzazione o leggi fiscali. La regolamentazione cantonale è ancora carente, ma viene richiesta.

Interlaken e la regione del Bödeli: regole severe

Dal 2019 sono in vigore requisiti di registrazione e un soggiorno minimo di cinque notti nelle aree residenziali. Una nuova iniziativa popolare regionale vuole introdurre un ulteriore limite di 90 giorni.

Thun: norme in vigore

Nell’ottobre 2024 il Consiglio comunale ha approvato una mozione che chiede un regolamento comunale. La stesura vera e propria è in corso.

Grigioni: Analisi prima della legislazione

È stato commissionato uno studio sugli effetti degli affitti a breve termine per il 2023. Una decisione su regolamenti specifici sarà presa solo dopo l’analisi di questo studio.

Conclusione: la regola dei 90 giorni come standard svizzero?

Il limite di 90 giorni è sempre più considerato in tutta la Svizzera come uno strumento adeguato per armonizzare l’uso turistico e la protezione dello spazio residenziale. Mentre alcuni Cantoni hanno già approvato la legislazione, altri sono ancora in fase di analisi o di attuazione. Una cosa è chiara: l’interesse politico per piattaforme di affitto eque e trasparenti sta crescendo

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Lucerna: pionieri con la regola dei 90 giorni

Dal gennaio 2024, nelle aree residenziali è consentito un massimo di 90 giorni di affitto all’anno. L’obiettivo della città è quello di combattere l’uso improprio dello spazio abitativo. Questo regolamento è considerato un modello per altre città e regioni della Svizzera.

Zurigo: azioni a livello comunale e cantonale

Una revisione del codice edilizio e urbanistico ha limitato le locazioni commerciali a breve termine nelle aree residenziali a partire dal 2024. Inoltre, il PS sta pianificando un’iniziativa popolare comunale per un limite massimo di 90 giorni. Anche i regolamenti cantonali sono allo studio

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Basilea Città: tassa di soggiorno e possibile tetto massimo

Una nuova legge centralizzerà la riscossione della tassa di soggiorno. Allo stesso tempo, si sta discutendo di un limite di 90 giorni e di proposte per requisiti di rendicontazione più severi

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Berna: Il centro storico è sotto protezione grazie alla legge „Lex Airbnb“.

Dal 2022, nel centro storico di Berna è in vigore un regolamento speciale che limita gli appartamenti commerciali per vacanze ai piani superiori. Al momento non sono previste altre norme cantonali.

Ginevra: Pioneer con un limite di 90 giorni

Nei comuni ginevrini, dove il mercato immobiliare è molto rigido, da diversi anni è in vigore un limite di 90 giorni. I fornitori devono registrare i loro affitti e rispettare le linee guida locali.

Vallese: soluzioni locali invece di una legge cantonale

Zermatt, Verbier & Co. hanno introdotto le proprie restrizioni attraverso piani di zonizzazione o leggi fiscali. La regolamentazione cantonale è ancora carente, ma viene richiesta.

Interlaken e la regione del Bödeli: regole severe

Dal 2019 sono in vigore requisiti di registrazione e un soggiorno minimo di cinque notti nelle aree residenziali. Una nuova iniziativa popolare regionale vuole introdurre un ulteriore limite di 90 giorni.

Thun: norme in vigore

Nell’ottobre 2024 il Consiglio comunale ha approvato una mozione che chiede un regolamento comunale. La stesura vera e propria è in corso.

Grigioni: Analisi prima della legislazione

È stato commissionato uno studio sugli effetti degli affitti a breve termine per il 2023. Una decisione su regolamenti specifici sarà presa solo dopo l’analisi di questo studio.

Conclusione: la regola dei 90 giorni come standard svizzero?

Il limite di 90 giorni è sempre più considerato in tutta la Svizzera come uno strumento adeguato per armonizzare l’uso turistico e la protezione dello spazio residenziale. Mentre alcuni Cantoni hanno già approvato la legislazione, altri sono ancora in fase di analisi o di attuazione. Una cosa è chiara: l’interesse politico per piattaforme di affitto eque e trasparenti sta crescendo

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L

Aumento degli eventi naturali nelle Alpi

La frana di Blatten sarà ricordata a lungo, anche perché non è stata un incidente isolato e difficilmente rimarrà tale. Eventi simili si sono verificati a Brienz GR (grande frana nel 2023; attività rocciosa con evacuazione nell’ottobre 2024) o a Kandersteg BE, dove l’imminente demolizione dello „Spitzen Stein“ desta preoccupazione

.

Le reazioni del mercato immobiliare finora

Come si stanno sviluppando i mercati immobiliari nelle aree a rischio? Il mercato degli appartamenti per le vacanze nelle Alpi svizzere è complessivamente colpito?

Secondo un rapporto di Wüest Partner, tra il 2022 e il 2024 sono state vendute solo undici proprietà in classe di rischio 5, la classe di rischio più alta per le colate detritiche. Sebbene i dati siano limitati, i prezzi di queste proprietà sono stati in media del 30% inferiori a quelli di proprietà comparabili al di fuori delle zone di pericolo. Nelle classi di rischio 3 e 4 (rischio medio-alto di colate detritiche), il calo dei prezzi è stato molto più contenuto, appena lo 0,6%.

Complessivamente, i dati mostrano che per tutti i rischi naturali registrati (inondazioni, deflusso superficiale, frane, valanghe, colate detritiche), il calo dei prezzi nelle zone 3 e 4 (rischio medio-basso) è stato solo dello 0,6%-1,4%.

Un paradosso notevole si osserva nell’area del pericolo di valanghe: nelle zone di pericolo 3 e 4, i prezzi sono aumentati fino all’8,1% nel periodo in esame. Solo nella zona 5 i prezzi sono diminuiti del 4,9%. Molte delle proprietà colpite si trovano in posizioni attraenti con viste spettacolari. Per molti potenziali acquirenti, l’esperienza residenziale o di vacanza sembra superare il rischio percepito. Questo sviluppo sottolinea anche la grande stabilità del mercato delle seconde case in Svizzera

.

Conclusioni

Al momento non dobbiamo aspettarci un crollo generale del mercato delle seconde case nelle Alpi. Tuttavia, la frana di Blatten ha attirato l’attenzione dei media e ha aumentato notevolmente la consapevolezza dei rischi naturali, sia tra il pubblico in generale che tra le autorità e le istituzioni finanziarie. È quindi prevedibile che le condizioni quadro per l’acquisto di immobili (comprese zone di pericolo più precise e criteri di prestito più severi) diventino più severe in futuro.

Una cosa è certa: i pericoli naturali – in particolare le colate detritiche – rimangono un problema importante per le regioni montane e rappresentano una sfida per gli attori coinvolti a molti livelli

.

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Aumento degli eventi naturali nelle Alpi

La frana di Blatten sarà ricordata a lungo, anche perché non è stata un incidente isolato e difficilmente rimarrà tale. Eventi simili si sono verificati a Brienz GR (grande frana nel 2023; attività rocciosa con evacuazione nell’ottobre 2024) o a Kandersteg BE, dove l’imminente demolizione dello „Spitzen Stein“ desta preoccupazione

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Le reazioni del mercato immobiliare finora

Come si stanno sviluppando i mercati immobiliari nelle aree a rischio? Il mercato degli appartamenti per le vacanze nelle Alpi svizzere è complessivamente colpito?

Secondo un rapporto di Wüest Partner, tra il 2022 e il 2024 sono state vendute solo undici proprietà in classe di rischio 5, la classe di rischio più alta per le colate detritiche. Sebbene i dati siano limitati, i prezzi di queste proprietà sono stati in media del 30% inferiori a quelli di proprietà comparabili al di fuori delle zone di pericolo. Nelle classi di rischio 3 e 4 (rischio medio-alto di colate detritiche), il calo dei prezzi è stato molto più contenuto, appena lo 0,6%.

Complessivamente, i dati mostrano che per tutti i rischi naturali registrati (inondazioni, deflusso superficiale, frane, valanghe, colate detritiche), il calo dei prezzi nelle zone 3 e 4 (rischio medio-basso) è stato solo dello 0,6%-1,4%.

Un paradosso notevole si osserva nell’area del pericolo di valanghe: nelle zone di pericolo 3 e 4, i prezzi sono aumentati fino all’8,1% nel periodo in esame. Solo nella zona 5 i prezzi sono diminuiti del 4,9%. Molte delle proprietà colpite si trovano in posizioni attraenti con viste spettacolari. Per molti potenziali acquirenti, l’esperienza residenziale o di vacanza sembra superare il rischio percepito. Questo sviluppo sottolinea anche la grande stabilità del mercato delle seconde case in Svizzera

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Conclusioni

Al momento non dobbiamo aspettarci un crollo generale del mercato delle seconde case nelle Alpi. Tuttavia, la frana di Blatten ha attirato l’attenzione dei media e ha aumentato notevolmente la consapevolezza dei rischi naturali, sia tra il pubblico in generale che tra le autorità e le istituzioni finanziarie. È quindi prevedibile che le condizioni quadro per l’acquisto di immobili (comprese zone di pericolo più precise e criteri di prestito più severi) diventino più severe in futuro.

Una cosa è certa: i pericoli naturali – in particolare le colate detritiche – rimangono un problema importante per le regioni montane e rappresentano una sfida per gli attori coinvolti a molti livelli

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